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Vajont, Italia
Day 1: Da Vercelli verso il Vajont! 🏔️
Il primo traguardo è raggiunto: 440! km di asfalto, panorami e un carico di risate che ha reso ogni chilometro leggerissimo! Abbiamo tenuto un buon ritmo per rispettare la tabella di marcia (e infatti le foto scarseggiano... per ora! 😅), ma ne è valsa la pena per arrivare a destinazione al primo obbiettivo!
La vera chicca? La serata all'Albergo Borghese. Entrare qui è stato come tornare a casa: un’accoglienza d’altri tempi che ci ha fatto sentire subito parte della famiglia. Abbiamo inaugurato la sosta con un brindisi di benvenuto come si deve: un bianco frizzantino ghiacciato e un Tocai superbo che ci hanno rimesso al mondo! La serata è trascorsa insieme a tavola con degli ottimi taglieri e formaggi, vino a volontà primi e dolci ottimi..... è la grappa....??? Una 903 barricata locale che dire buona è superlativo!
Poche foto oggi, ma domani recupereremo tutto il tempo perduto. Carichi per il Day 2! ✌️✨
Day 2:Dal Vajont al Lago di Garda
Il secondo giorno della nostra moto gita è iniziato con quel tipo di energia che solo la prospettiva di una grande meta sa regalare. Ci siamo svegliati di buon umore, pronti a divorare gli ultimi 50 km che ci separavano da una delle tappe più intense del viaggio: la diga del Vajont.
Il tragitto per arrivarci è stato pura poesia su due ruote, ma è una volta spenti i motori che l’atmosfera è cambiata. Ci siamo trovati davanti a uno scenario incredibilmente suggestivo, dove la maestosità della natura si scontra con il peso della storia. Ascoltare il racconto della tragedia direttamente dalla voce di un sopravvissuto è stato un colpo al cuore: sentire come è avvenuta la catastrofe, lì dove tutto è successo, trasforma una semplice visita in un’esperienza umana profonda ed emozionante.
Ma il viaggio chiama, e dopo la visita e un momento di riflessione abbiamo riacceso le moto. Direzione: Verona. Abbiamo sfilato tra le colline fino a raggiungere il cuore della città scaligera per ammirare l'Arena, un gigante di pietra che toglie il fiato.
Non c'è stato tempo per fermarsi troppo, però: il richiamo del Lago di Garda è diventato irresistibile. Con il sole che iniziava a calare, ci siamo rimessi in marcia verso la nostra base per la notte, pronti a ricaricare le pile per un Day 3 che si preannuncia già leggendario.....
Il Day 3 è quello che ogni motociclista sogna la notte. Dopo aver lasciato il cuore tra le montagne del Vajont e gli occhi tra le mura di Verona, ci tufferemo nell’incanto del Lago di Garda, ma non per una tranquilla passeggiata sul lungolago.
La missione del giorno 3?Conquistare la Strada della Forra. Definita da Churchill "l'ottava meraviglia del mondo", un serpente di asfalto che si insinua nelle viscere della montagna. Percorrerla in moto è un’esperienza mistica.
Day 3: L’Ultimo Atto.
Dal Garda a Vercelli , ultimi km di asfalto, risate e fratellanza.
Sveglia di buon umore e adrenalina a mille: oggi si scrive il gran finale del nostro weekend di Pasqua. Ma prima dei chilometri, c’è la squadra del Moto Club Confraternita sempre on the Road. Questi tre giorni sono stati il manifesto perfetto dello spirito motociclistico: una compagnia pazzesca, dove l’allegria è stata la colonna sonora di ogni sosta e il gioco di squadra la nostra bussola. Tra una piega e l’altra, abbiamo rafforzato legami che solo la strada sa creare, mettendo in campo un pizzico di sano spirito di adattamento e un’intesa naturale che ci ha reso un gruppo unico.
Pronti, via! Si parte con il "cost to cost" sul battello: noi, le moto e il Garda che scorre sotto la chiglia fino a Toscolano Maderno. Risaliamo la costa e ci buttiamo a capofitto nella Strada della Forra: curve scavate nella roccia, pareti che quasi si toccano e quella luce soffusa che la rende magica. Definirla spettacolare è riduttivo: è un’esperienza mistica. Pausa d’obbligo alla Terrazza del Brivido: un caffè sospesi nel vuoto a 350 metri sul blu del lago.
Ma il destino (e le mappe) ci riservano l’ultima sorpresa: il Passo di Tremalzo. Una salita selvaggia e tecnica, dove l'asfalto sembra voler sfidare il cielo. Arrivare in cima e guardare giù ti fa sentire padrone del mondo. Scendiamo con le pieghe ancora negli occhi e il cuore a mille, puntando dritti verso casa. Chiudiamo questo weekend con oltre 1000 km sulle spalle. Torniamo a Vercelli con i muscoli stanchi, ma con l’anima carica e la consapevolezza che, con la Confraternita, ogni chilometro è un regalo.
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